LA SPESA SOCIALE DEI COMUNI PER AREE DI UTENZA

Per quanto riguarda le aree di utenza, nel corso del 2016, i Comuni italiani hanno speso il 38,8% degli oltre 7 miliardi di euro, pari ad oltre 2.741 milioni di euro, in servizi per famiglie e minori (Cfr. Figura 6), seguite dalle spese per disabili (25,5%, 1.797 milioni di euro), per anziani (17,4%, ovvero 1.231 milioni di euro), per povertà, disagio e adulti senza fissa dimora (7,6%, 535 milioni), per immigrazione e popolazioni nomadi (4,8%, pari a quasi 339 milioni di euro), per dipendenze (0,4%) e multiutenza (5,5%). A livello territoriale (Cfr. Figura 7), i Comuni del Nord-ovest hanno destinato principalmente le risorse del welfare locale per famiglia e minori (41,2% ovvero poco più di 861 milioni di euro), oltre un quarto delle risorse per disabili (26,5%) e quasi un quinto per servizi destinati agli anziani (16,4%), proporzione simile alla destinazione dei fondi del Sud Italia (rispettivamente 42,3%, 24,1% e 18,0%). A differenza di queste due ripartizioni, i Comuni del Nord-est hanno investito il 21,4% delle proprie risorse in interventi e servizi per anziani – proporzione maggiore tra le ripartizioni italiane – mentre è leggermente inferiore la quota di investimento per famiglie e minori (34,4%) e disabili (23,3%). I Comuni del Centro Italia segnano, per il 2016, la proporzione maggiore di risorse spese (rispetto alla propria spesa) per famiglia e minori (43,8%) e immigrati e popolazioni nomadi (5,6%, rispetto al 4,8% di valore nazionale). Infine, i Comuni delle Isole sono quelli che maggiormente si differenziano rispetto alle altre ripartizioni. La spesa maggiore riguarda gli interventi per disabili, pari al 35,9% (poco più di 282 milioni), mentre quella sostenuta per famiglie e minori ha raggiunto il 31,5%, il valore minimo tra le cinque ripartizioni così come accaduto per gli anziani (14,3%). Parallelamente, le Isole segnano il valore maggiore per gli interventi legati a povertà, disagio adulti e senza fissa dimora (8,5%) e quello minore relativo alla multiutenza (2,9%).

Figura 6. Spesa per interventi e servizi sociali dei Comuni per area di utenza, anno 2016 (valori percentuali).

Fonte: elaborazione Cittalia su dati ISTAT (2019).

Figura 7. Spesa per interventi e servizi sociali dei Comuni per ripartizione geografica, anno 2016 (valori percentuali).

Fonte: elaborazione Cittalia su dati ISTAT (2019).

Osservando la stessa ripartizione ma su base regionale (Cfr. Figura 8), è possibile notare come l’analisi per ripartizione nasconda una variabilità regionale significativa. Tra le quattro Regioni del Nord-ovest, la Liguria è quella che maggiormente ha speso per famiglie e minori, coprendo con tale area d’intervento il 45,5% di tutte le proprie spese in ambito welfare, rispetto al 37,5% del Piemonte o al 42,5% della Lombardia. La Valle d’Aosta, invece, è quella che ha speso maggiormente sia rispetto al Nord-ovest che all’intero Paese in termini relativi per anziani, investendo il 74,2% del proprio budget in tale area; mentre è la Lombardia (con il 29,2% del proprio budget) ad aver investito maggiormente in servizi per disabili tra le Regioni del Nord-ovest italiano. Tra le Regioni del Nord-est, i Comuni dell’Emilia Romagna sono quelli che maggiormente hanno investito su famiglia e minori (46,6%), mentre per la voce disabili il Veneto ha raggiunto il 28,7% della propria spesa di welfare.I Comuni dell’Alto-Adige risultano essere quelli che a livello di Ripartizione come di Paese (secondi solo alla Valle d’Aosta) maggiormente hanno investito risorse nell’area degli anziani – 42,8% del proprio budget rispetto alla media nazionale pari al 17,4%. Infine, è il Friuli-Venezia Giulia che nel Nord-est, in termini relativi, ha investito maggiormente su povertà (16,8%) e immigrazione (9,4%). Tra le Regioni del Centro, se l’Umbria ha destinato il 51,0% delle risorse a famiglie e minori (valore più elevato in Italia), sono le Marche che maggiormente all’interno della ripartizione hanno investito risorse per l’area disabili (27,4%) e la multiutenza (13,5%, unico valore insieme al Molise che supera 10%),così come la Toscana su anziani (21,5%) e il Lazio per la lotta contro la povertà (10,5%). I Comuni laziali inoltre sono quelli che, rispetto al proprio bilancio, maggiormente hanno speso per politiche d’immigrazione (6,8%). Tra le Regioni del Sud non sono presenti forti differenze in termini di spesa per famiglia e minori come in altre ripartizioni – i valori oscillano tra il 32,2% della Calabria e il 45,6% della Puglia –, mentre per l’area disabili è l’Abruzzo che ha allocato la spesa maggiore rispetto al proprio budget (34,0%, rispetto al valore minimo della Puglia pari al 17,2%). Riguardo alle spese per l’immigrazione, i valori maggiori sono registrati dalla Calabria (10,7%, seconda solo al 11,6% della Sicilia) e dal Molise (9,3%), entrambi ben al di sopra della media nazionale (4,8%).

Figura 8. Spesa per interventi e servizi sociali dei Comuni per Regione, anno 2016 (valori percentuali).

Fonte: elaborazione Cittalia su dati ISTAT (2019).

Infine, data la natura e le caratteristiche molto differenti, Sicilia e Sardegna hanno, al 2016, svolto investimenti per il sociale con priorità differenti: la Sicilia, infatti, principalmente ha investito su famiglia e minori (42,0%), disabili (26,6%), anziani (13,0%) e immigrazione (11,6%); mentre la Sardegna su disabili (45,4%), famiglia (20,8%), anziani (15,6%) e povertà (12,9%).

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